Prosegue la partecipazione della GAMeC ad Artists’ Film International, il prestigioso network dedicato alla videoarte che, dal 2008, coinvolge alcune tra le più importanti istituzioni d’arte contemporanea internazionali, con artisti provenienti da tutto il mondo.

Mentre le porte di musei e istituzioni saranno chiuse, i siti web e i canali social delle oltre venti realtà aderenti al network daranno vita a una mostra diffusa, proponendo online i video selezionati. Un messaggio di solidarietà e collaborazione internazionale in un frangente storico che obbliga al distanziamento sociale.

Per la dodicesima edizione della rassegna – il cui tema è il “linguaggio” – le curatrici Sara Fumagalli e Valentina Gervasoni hanno selezionato per la GAMeC l’artista Francesco Pedraglio (Como, 1981). Racconto antiorario (6 costellazioni) sarà visibile sul sito GAMeC per tutta la durata della rassegna; con cadenza settimanale, il sito GAMeC ospiterà le opere video proposte dalle altre istituzioni partecipanti .

26 MAGGIO – 2 GIUGNO 2020
Lisa Tan
My Pictures of You, 2017-19
Video HD, 23′
Selezionato da Bonniers Konsthall, Stoccolma, Svezia




Nel film My Pictures of You, Lisa Tan riflette sulla stupefacente somiglianza della topografia di due diversi corpi celesti, Terra e Marte, riprendendo delle fotografie scattate su Marte durante le spedizioni della NASA e intrecciandole con sequenze filmate sulla terra. L’artista parla con un ricercatore responsabile delle operazioni di misurazione dell’acqua, del suolo e dell’atmosfera delle spedizioni su Marte, esponendo alcune sue speculazioni poetiche sui due pianeti: Marte può essere visto come la maschera di morte della Terra e immagina di poter intravedere il nostro stesso futuro nel desolato e polveroso pianeta rosso.

La relazione tra immagine e linguaggio è un tema ricorrente nel lavoro dell’artista. Nel film, Tan esamina le immagini in rapporto al celebre libro sulla fotografia del filosofo francese Roland Barthes, Camera Lucida, che ruota attorno a una fotografia dell’amata madre defunta dell’autore. L’artista chiede al protagonista di leggere il libro e di sostituire nella sua mente le parole ‘madre’ e ‘lei’ con ‘Terra’, offrendo un esperimento mentale che riesce a trasformare, nonostante le riprese desolate del video, il proprio pessimismo in una gioiosa affermazione dell’esistenza legata alla Terra.

BIOGRAFIA

Lisa Tan, nata nel 1973 a Syracuse, New York, USA, vive a Stoccolma, dove insegna Belle Arti presso il Konstfack University College of Arts, Crafts and Design. Lavora con video, fotografia, testo e installazioni. Nelle sue opere, l’artista si concentra sulle modalità con cui le immagini e il linguaggio modellano la coscienza politica, la formazione della soggettività individuale e il desiderio. Aspetti della sua vita quotidiana – come l’amore, le esperienze di alterità, la perdita – sono stati spesso fonte d’ispirazione insieme alla sua ricerca in diversi campi di studio come la teoria della fotografia, della letteratura e degli affetti. Lisa Tan partecipa alla prima osloBIENNALEN 2019-2024 attualmente in corso con l’opera, Altri artisti (2019). Le sue mostre recenti includono una mostra personale alla Kunsthall Trondheim (2017) e le collettive, An Inventory of Shimmers, MIT List Center (2017), Show and Tell, Malmö Konstmuseum (2017), Why Not Ask Again ?, 11° Shanghai Biennale ( 2016), Decent, ICA Philadelphia (2016), Surround Audience, Triennale al New Museum (2015). Le sue opere sono incluse nelle collezioni pubbliche del Moderna Museet, Stoccolma, Malmö Konstmuseum – la collezione d’arte pubblica della città di Oslo e Coleção Moraes-Barbosa, San Paolo.

____________________________________________

Francesco Pedraglio
Racconto antiorario (6 costellazioni) / Scripting anticlockwise (6 constellations), 2017
HD video, 10’04’’
Selezionato da GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Bergamo

Racconto antiorario (6 costellazioni) / Scripting anticlockwise (6 constellations) from Francesco Pedraglio on Vimeo.

Sviluppato a partire da una performance live, Racconto antiorario (6 costellazioni) (2017) adotta una narrazione astratta per immaginare sei possibili costellazioni che prendono forma nello spazio che si crea tra narratore, attori, oggetti e il buio della notte.

Al centro di uno spazio buio, la rotazione antioraria della telecamera intorno a una colonna marca la successione ritmica di una serie di immagini astratte. Come fossero linee che uniscono punti sparsi su un foglio, traiettorie, colori, forme e volumi sembrano creare frammenti di un alfabeto sconosciuto, un linguaggio muto e simbolico. Intanto, in quello che sembra un processo divinatorio, una voce fuori campo usa questi stessi frammenti per proporre punti di partenza per future storie.

L’artista si interessa a come ogni processo narrativo e di “messa in scena” – di uno stesso soggetto, o di una situazione – influenzi la relazione tra chi racconta e chi ascolta, rendendo visibile le fantasie e le finzioni che costituiscono la nostra realtà.

Per Pedraglio il linguaggio è meccanismo organizzativo del visibile: esso plasma la realtà perché la definisce in ogni sua parte, così piani sensoriali diversi (visivo, uditivo) e dimensioni concettuali afferenti al teatro, al cinema, alla narrativa finiscono per essere legati indissolubilmente. Il linguaggio nomina le cose – un uomo, un’automobile, una scimmia ragno,… –, suddivide il mondo in unità dotate di (apparente) significato – le costellazioni – e predispone la realtà a essere catturata dal pensiero – il racconto in sé.

La realtà filmica prende forma attraverso la parola: non è solamente l’uso sapiente delle parole e la costruzione dei versi a creare un immaginario, ma è lo sviluppo della trama, la successione delle azioni che l’artista/regista invoca a dare forma retinica alle immagini. Pensiamo nel linguaggio, l’immagine di ciò che ci circonda è un’immagine linguistica, e questo permette l’interazione tra artista e pubblico; così il video ci ricorda come il linguaggio sia un potente strumento di mediazione tra noi e la realtà circostante.

Francesco Pedraglio è nato a Como nel 1981. Vive a Città del Messico.
Pedraglio è interessato all’idea di storytelling come strumento per osservare e decodificare il modo di relazionarsi sia a situazioni mondane che storicamente complesse. Il punto di partenza del suo lavoro – che sia performance, scultura, installazioni o film – è da rintracciarsi nella scrittura. Un dettaglio curioso, una diceria ascoltata per caso, un banale incidente o qualunque altro dettaglio può essere sufficiente a innescare una narrazione. Ed è precisamente nel passaggio dal testo scritto alla performance, dalla performance ad un’installazione o ad un film che si verifica questa ricerca sul linguaggio, tra finzione e realtà.

Il suo lavoro è stato presentato presso: Norma Mangione Gallery (2019), Kettle’s Yard, Cambridge (2018), Museo Leonora Carrington, San Luis Potosí (2018), P///AKT, Amsterdam (2017), Kunstverein Monaco (2017), CRAC Alsace (2017), Sheffield Fringe (2016), Parallel Oaxaca, Messico (2015), The Physics Room, Nuova Zelanda (2015); Kunsthalle Vienna (2015); ICA, Londra (2015). Una collezione di poesie intitolata 99 Battle and 1 War (an extract) è stata pubblicata da Piano Nobile (CH) nel 2016. Il romanzo A man in a room spray painting a fly è stato pubblicato da Book Works nel 2014. Insieme all’artista Tania Pérez Córdova, Pedraglio dirige il progetto editoriale Juan de la Cosa / John of the Thing.